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Tutela allevamenti, Coldiretti: in 150 dal vicentino davanti Ipercoop

Di Redazione VicenzaPiù Martedi 10 Novembre 2015 alle 15:46 | 0 commenti

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Coldiretti Vicenza

C’era una nebbia fitta all’Ipercoop di Mestre (VE), dove tre pullman di vicentini sono arrivati per unirsi alla protesta organizzata da Coldiretti Veneto, nell’ambito della più ampia mobilitazione nazionale in atto da giorni, ed alla quale hanno preso parte oltre 500 allevatori arrivati da tutta la regione. “Vogliamo che il consumatore possa vederci chiaro", spiega il presidente provinciale Coldiretti di Vicenza, Martino Cerantola.

"Mentre un sistema normativo subdolo e che evidenzia accordi sottobanco attuati dalle grandi industrie internazionali, preferisce che la nebbia imperversi anche quando si va a fare la spesa. L’etichettatura d’origine su tutti i prodotti è determinante per consentire ai cittadini di poter scegliere con consapevolezza”. Un tempo c’era Invernizzi che aveva un concorrente poco lontano: Galbani. Toccò a loro, come a Locatelli e Parmalat, lo stesso destino di molti grandi marchi italiani, di essere inghiottiti dalle multinazionali. “E così oggi ci troviamo a sfatare i vecchi miti del formaggio “Bel Paese” o gli slogan come “Galbani vuol dire fiducia” o “Locatelli fa le cose per bene” – sottolinea il presidente Cerantola - perché il prodotto doveva essere fresco e vicino al consumatore. La Lactalis, azienda leader del settore lattiero-caseario, con la sua politica d’espansione ha portato via anche i ricordi degli italiani, che ritornano nitidi in questi giorni di mobilitazione di Coldiretti, dove emergono le verità sul mercato del latte, le prepotenze e strumentalizzazioni con cui si sta distruggendo il tessuto produttivo nazionale, la realtà delle istituzioni sbeffeggiate e la scarsa trasparenza a danno dei consumatori. “Porteremo avanti nei territori la nostra protesta, pacifica ma convinta – prosegue il presidente Cerantola - contro la volontà dell’industria di affossare gli allevamenti e far sparire dalla circolazione il latte di qualità, a danno dell’economia, dei territori e, soprattutto, dei consumatori, vittime inconsapevoli di questa vergognosa situazione generata dalla mancanza dell’etichettatura d’origine”. Altri agricoltori, colleghi di Treviso, Padova, Belluno, Venezia, Verona e Rovigo presidiano a turno la sede dello stabilimento lombardo, dove la mobilitazione ha avuto inizio di fronte alla sede del centro di distribuzione di Lactalis. Sul campo grande gli imprenditori zootecnici di Arav (associazione regionale degli allevatori veneti) che hanno allestito un ranch con capi bovini in via d’estinzione e vicino una postazione per fare il formaggio con l’esperto casaro. Insieme a Coldiretti anche le latterie venete: Soligo, Vicentine e Busche, che hanno fornito prodotti tipici e confezioni di latte a kmzero.

“L’incontro con i consumatori al momento di fare la spesa – conclude Cerantola – ha anche l’obiettivo di dare utili consigli nell’acquisto di prodotti lattiero-caseari, per non cadere nell’inganno del falso made in Italy. Faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità per evitare la chiusura delle oltre 800 stalle vicentine sulle 3500 venete, in cui si mungono più di 10 milioni di quintali all’anno per un valore di 500 milioni di euro”.

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