Quotidiano | Categorie: Scuola e formazione

Nidi in famiglia: in Fiera a Vicenza formazione per 600 operatori da tutto il veneto

Di Comunicati Stampa Sabato 18 Febbraio alle 10:53 | 0 commenti

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In Veneto sono attivi 346 Nidi in Famiglia con circa 607 collaboratori educativi e organizzativi,

garantendo un posto al nido a più di 2.200 bambini. Oggi l'evento formativo organizzato dalla Regione del Veneto e dalla Fondazione Centro Produttività Veneto, alla presenza dell'Assessore regionale ai Servizi Sociali Manuela Lanzarin
Si sono dati appuntamento in Fiera di Vicenza da tutto il Veneto, per un evento di aggiornamento organizzato dalla Fondazione Centro Produttività Veneto, la cui nota pubblichiamo, nell'ambito del progetto regionale Nidi in Famiglia. Ad accogliere i 600 operatori, l'Assessore regionale ai Servizi Sociali Manuela Lanzarin con il dott. Alessandro Testolin, presidente del CPV. Proprio la Regione del Veneto, infatti, negli ultimi anni ha dedicato una particolare attenzione al fenomeno, con l'obiettivo da una parte di tutelare bambini e genitori, dall'altra di sostenere - attraverso un quadro normativo chiaro - un servizio che si è dimostrato efficace nel rispondere alle esigenze delle famiglie e allo stesso tempo nel creare nuove opportunità di lavoro.

Così, anche grazie a questa attenzione, in Veneto sono attivi 346 Nidi in Famiglia, con circa 607 collaboratori educativi e organizzatori che operano per lo più come liberi professionisti, garantendo un posto al nido a più di 2.200 bambini. «Oltre ad aver registrato una costante crescita del numero di servizi presenti nel territorio regionale - commenta l'Assessore Lanzarin - va sottolineata la valenza positiva della presenza di un servizio agile, minuscolo, flessibile con bassissimo rischio d'impresa, normato e costantemente vigilato laddove le condizioni locali e geografiche non suggeriscono la presenza di strutture dedicate in quanto è in corso, ormai da anni, un importante calo delle nascite nonché del lavoro che tiene fuori casa i genitori».
Flessibilità e dimensione familiare qualificata rappresentano dunque i caratteri innovativi di questa nuova realtà. I Nidi in Famiglia (DGF 1502/2011) sono l'unica tipologia di servizio dai 3 mesi a 3 anni autorizzati ad operare in casa nella Regione del Veneto, accogliendo in un contesto di cura adeguato fino ad un massimo di 6 bambini. Tale servizio viene gestito dal collaboratore educativo e viene supervisionato da un organizzatore/coordinatore di zona, figure professionali preparate e, come in questa occasione, aggiornate con percorsi formativi approvati dalla Regione Veneto.
AI saluti dell'Assessore Lanzarin e del direttore dei Unità Organizzativa Famiglia della Regione del Veneto, ha fatto seguito un intervento sulle prospettive presenti e future dei Nidi in Famiglia. Successivamente i lavori sono proseguiti con tre workshop, dedicati alla relazione emotiva e pedagogica con le famiglie, all'attività imprenditoriale che implica la creazione gestione di un nido in famiglia, e infine alla promozione dei servizi offerti attraverso i social media. Per tutte le partecipanti, la formazione proseguirà anche nelle prossime settimane, sempre a cura del Centro Produttività Veneto, attraverso un percorso online.

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Domenica 26 Febbraio alle 07:22 da kairos
In Primarie PD il 30 aprile, Daniela Sbrollini: unica data possibile

Sabato 18 Febbraio alle 00:44 da lucas
In Pfas, per la Miteni parla il prof. Angelo Moretto. Per le Istituzioni tutti parlano ma nessuno decide
A seguito del grave inquinamento da PFAS delle acque, riscontrato già da 2-3 anni tra la Provincia di Verona e Vicenza, con origine a Trissino, vorrei fare queste riflessioni: l’inquinamento sta avvenendo da molto tempo, probabilmente da quando esiste la fabbrica MITENI (1965), che tuttora continua a scaricare nei torrenti!!
Nonostante le affermazioni rassicuranti del rappresentante sanitario della MITENI è prevista la spesa di 320 milioni di euro di soldi pubblici per i nuovi depuratori (funzionanti forse tra 5 anni!!!) per bloccare il fluoro dei PFAS (articolo Arena del 17.02.2017).
La stessa fabbrica, quando era proprietà Marzotto, aveva spedito fusti di veleni (peci fluorate) in Nigeria (del fatto esiste un dossier parlamentare).
Non ci si può sentire tranquilli solo perché pensiamo di essere lontani; vista la vastità dei terreni agricoli interessati (circa 300.000 persone), questo inquinamento già da molto è entrato nella catena alimentare attraverso l’acqua (con valori sino a 50÷100 volte il limite stabilito negli USA) che viene usata per i prodotti agricoli (verdure, mele, pere, uova, etc.) che finiscono nei supermercati di Verona e Vicenza oltre che essere utilizzata anche per uso potabile nel veronese!!!
Purtroppo credo che questo gravissimo inquinamento sia solo la punta dell’isberg di una storia molto peggiore.
L’elemento chimico essenziale dei PFAS è il FLUORO; l’Azienda MITENI (MITSUBISHI + ENI) che da decenni sta inquinando la zona, “è un punto di riferimento nell’industria per la chimica del fluoro e i prodotti intermedi per l’agricoltura e la farmaceutica” (come recita la stessa Azienda nel suo Sito ufficiale).
Il FLUORO viene utilizzato in moltissimi campi; prodotti chimici, in agricoltura, in farmaceutica, nell’abbigliamento, nelle pentole in teflon per la cucina, etc.
Il FLUORO è un elemento molto instabile e aggressivo che viene utilizzato per potenziare le altre sostanze chimiche, farmaci inclusi, avendo la caratteristica di passare facilmente le nostre barriere organiche. Nel passato costituiva un rifiuto tossico industriale pericoloso, scarto derivato dal processo di estrazione dell’alluminio e dalla produzione di uranio arricchito per l’industria nucleare e le bombe nucleari; oggi è anche lo scarto della produzione di fertilizzanti chimici per l’agricoltura.
Da questi processi industriali rimangono grandi quantità di rifiuti tossici di FLUORO, costose e difficili da smaltire.
Il FLUORO si potrebbe definire il veleno dei veleni; i nazisti lo somministravano ai prigionieri lager per instupidirli (danneggiando il loro cervello) e poterli controllare; era usato come arma di guerra letale (gas nervini) e altre nefandezze; veniva usato come veleno per topi e scarafaggi; ha effetti negativi come gas serra; è stato un elemento strategico per la produzione delle prime bombe atomiche; etc. etc.
Importanti industrie chimiche del dopo guerra fecero scarcerare i chimici che avevano aiutato Hitler (espertissimi di fluoro e altri agenti chimici sperimentati sui detenuti dei campi di concentramento); successivamente convinsero alcuni governi che il fluoro fosse un presidio sanitario (per i denti/falso) ed iniziò una strategia di fluorizzazione delle acque potabili e di distribuzione del fluoro, trasformando un rifiuto tossico in una ricchezza!!! Tuttora oggi viene aggiunto FLUORO agli acquedotti di una buona parte del mondo. Poi la stessa industria ha progressivamente introdotto il fluoro nella vita quotidiana delle persone; lo si trova in moltissimi prodotti e incredibilmente viene anche prescritto ai bambini dai pediatri!!!
Il limite massimo consigliato dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) è di 1.5 milligrammi/litro.
La dose letale per ingestione di fluoro è 16 mg/kg corporeo; per un bambino di 10 kg è pari a 160÷200 mg, per un adulto è pari a 1.500÷5.000 mg (= 5 gr) (dati dichiarati da Siti favorevoli alla fluoriprofilassi.it e fonte Zymafluor). Per intossicazioni croniche i valori sono molto più bassi, vicini a 1 mg/giorno e anche meno.
Per dare un’idea, la dose letale per ingestione di cianuro è 10 mg/kg, di arsenico è 45 mg/kg, di DDT è 45 mg/kg (fonte Ministero della Salute – 2011).
Il FLUORO si trova abbondantemente nei dentifrici delle marche più note e negli integratori di fluoro. Una scatola di integratori “Zymafluor compresse da 1 mg” contiene 100 mg di fluoro; un tubetto di dentifricio “paradontax” della GLAXO-farmaceutica contiene 1.400 ppm di fluoruro pari a 105 mg, dose di fluoro vicina alla dose mortale per un bambino (comunque state tranquilli …. sebbene la confezione non riporti il simbolo del teschio c’è scritto in molto piccolo “minimimizzare l’ingerimento e sputare e non adatto ai bambini”).
Gli stessi Siti pro fluorizzazione invitano a fluorizzare le mamme incinte (con pillole da 1 mg/giorno) già dal sesto mese per poi continuare sul bambino sino all’undicesimo anno di età ma informano anche sulla dose letale e di intossicazione cronica (Fluorite dentaria).
Il problema è che l’avvelenamento cronico da fluoro è subdolo; i sintomi si evidenziano dopo anni/decenni indebolendo il sistema immunitario e provocando le peggiori malattie; in particolare viene colpito il cervello, il sistema neurologico e le ossa. La fluorite (degenerazione dei denti) non è solo un difetto estetico dei denti ma è indicativa di un’intossicazione cronica avanzata da fluoro ben più grave.
Credo che dietro al FLUORO vi sia molto peggio che sbadataggini, ignoranza o errori di valutazione medica.
La storiella fantascientifica raccontata nel film “Batman e il Jocker” dove il cattivo avvelenava l’acqua degli acquedotti per ricavare potere e profitti illimitati, purtroppo appare drammaticamente vera.
Fantascienza !?!? a voi informarvi per valutare e battervi per la vostra salute e quella dei vostri cari …..
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