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L'autografo di Michelangelo dalla Bertoliana al Met di New York dal 6 novembre 2017 al 12 febbraio 2018

Di Redazione VicenzaPiù Venerdi 18 Agosto 2017 alle 17:37 | 0 commenti

A fine ottobre la Lettera di Michelangelo con disegni conservata nelle raccolte della Biblioteca civica Bertoliana prenderà il volo per New York, dove il prestigioso Metropolitan Museum of Art celebrerà l'arte del Buonarroti con la più grande esposizione mai dedicata dall'istituzione newyorchese al Rinascimento e al genio del fiorentino. Ne hanno dato l'annuncio oggi nella sala della Specchiera di palazzo Cordellina il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d'Elci e per la Biblioteca civica Bertoliana il presidente Giuseppe Pupillo e il direttore Giorgio Lotto.

"La Bertoliana, che ha una funzione di pubblica lettura, conserva un patrimonio di grande valore che alimenta un'attività di scambio e prestito di opere spesso richieste da istituzioni prestigiose - ha spiegato il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d'Elci -. Questo avviene anche a Palazzo Chiericati dove da poco è rientrato il "Cristo crocifisso" di Hans Memling dalla Pierpont Morgan Library & Museum di New York; inoltre opere rinascimentali conservate nei depositi del Chiericati sono state esposte al Metropolitan Art Museum di Tokyo mentre tutt'ora è allestita a Zagabria la mostra su Tiepolo, prima a Torino, che accoglie alcune opere sempre del Chiericati. Si può quindi comprendere come a volte l'attestazione del valore di ciò che custodiamo proviene da istituzioni e realtà esterne. Da parte nostra abbiamo deciso di avviare una politica che a fronte di prestiti ci consente di ottenere in cambio il restauro dell'opera. In questo modo assolviamo alla funzione di valorizzazione per cui Vicenza in questi ultimi anni ha fatto molto".
"La donazione avviene nel 1866, data memorabile per l'unione del Veneto all'Italia, che coincide con l'avvio di un periodo ricco di donazioni alla Bertoliana da parte di privati cittadini - è intervenuto il presidente della Biblioteca civica Bertoliana Giuseppe Pupillo -. Donazioni che da sempre sono elemento fondamentale per la vita della Bertoliana e che fortunatamente continuano ancora oggi contribuendo ad arricchire la già eccezionale ricchezza documentale dell'istituzione cittadina grazie anche al rapporto con città e provincia. Accanto alle donazioni, elemento fondamentale per la crescita della Bertoliana sono stati gli eruditi e i bibliotecari che si susseguirono negli anni: il 16 settembre ricorderemo un grande bibliotecario, Antonio Marco Dalla Pozza, noto per le grandi capacità innovative. Non si può dimenticare il ruolo degli studiosi, tra cui Lionello Puppi che ha approfondito l'analisi dell'autografo di Michelangelo, e di tutti gli altri esperti che accedono alla Bertoliana per approfondire lo studio de i numerosi documenti conservati.
La lettera è stata esposta in tre momenti, tra cui a Palazzo Thiene nel 2003, occasione in cui il Rotary Club si assunse l'onere del restauro che fu realizzato dall'Istituto centrale di patologia del libro di Roma. L'attenzione verso il restauro delle opere è fondamentale per la conservazione del patrimonio: ben venga che si sentano coinvolte associazioni e anche privati. Infine ricordo che è importante rafforzare il legame tra la città e la Bertoliana, che ha certamente oggi la funzione di offrire un servizio di pubblica lettura ma che vede la sua grandezza nel fitto patrimonio delle raccolte documentali".
Il direttore della Biblioteca, Giorgio Lotto, ha poi descritto la lettera e illustrato il valore del documento che è assicurato per 2.214.300 dollari.
"Michelangelo: Divine Draftsman and Designer", l'esposizione nella quale 150 disegni, tre grandi sculture e una serie di opere provenienti da 54 collezioni europee e statunitensi celebrerà la mano e lo sguardo del "divino" disegnatore e progettista, sarà inaugurata il 6 novembre prossimo al Met e visitabile fino al 12 febbraio 2018.
La mostra condurrà in un viaggio imperdibile tra le suggestioni poetiche, estetiche, filosofiche e iconografiche del Buonarroti, senza dimenticare un confronto ragionato col contesto: a completare il percorso ci saranno un buon numero di opere complementari di altri artisti del Cinquecento.
Al centro dell'evento, curato da Carmen C. Bambach, direttrice del dipartimento di grafica del Met, c'è la forza del disegno come origine e fondamento di tutta l'arte michelangiolesca, tra potenza drammatica e virtuosismo tecnico: dalla pittura alla scultura, passando per l'architettura. Bambach è venuta di persona in Bertoliana per visionare il documento michelangiolesco esibito ad oggi solo in tre occasioni, tutte nella città di Vicenza.
La Lettera di Michelangelo a Pietro Urbano, scritta a Firenze il 20 agosto 1519, si inserisce nella tempestosa e sfortunata vicenda della decorazione della facciata del tempio mediceo di San Lorenzo e illumina il rapporto intrattenuto da Michelangelo con il suo più fidato collaboratore, Pietro Urbano.
Terminato l'ampliamento della primitiva chiesa fiorentina di San Lorenzo a cura di Filippo Brunelleschi, nel 1518 Leone X - figlio di Lorenzo il Magnifico - incaricò Michelangelo di decorarne la facciata.
"Sei colonne d'undici brazza e mezzo l'una e molti altri marmi" furono "bozzati" nel 1520; l'anno dopo avvenne il primo trasferimento di tre colonne, delle quali due si ruppero e solo una giunse al cantiere fiorentino. Poco dopo Leone X scisse il contratto con Michelangelo e la facciata di San Lorenzo restò al grezzo, così come noi la conosciamo.
Il grande artista fiorentino si era peraltro recato di persona sulle Apuane per scegliere personalmente i marmi da impiegare per la decorazione del tempio mediceo e il fido aiuto Pietro Urbano aveva avuto il compito di vigilare il lavoro presso le cave di Carrara.
La Lettera di Michelangelo a Pietro Urbano, scritta a Firenze il 20 agosto 1519, è un foglio nel quale il Buonarroti, impaziente, sollecita notizie dall'aiutante. Michelangelo chiede, in particolare, se sono già state tagliate le pietre destinate al tempio laurenziano. Per la consegna la missiva venne affidata al carradore Michele Lelli diretto a Pietrasanta dov'era l'Urbano.
Ai lati del foglio usato da Michelangelo per vergare il breve messaggio si stagliano gli schizzi a lapis del capo e del petto di un uccello rapace, nonché di una gamba umana. Sul verso è disegnata la zampa tesa e scarnificata di un uccello posta subito sotto la firma Michelagnolo in Firenze. I tre disegni sono del Buonarroti, mentre gli altri schizzi sommari e deboli sono di una mano che emula l'impronta grafica michelangiolesca.
Ma perché quei disegni su un foglietto utilizzato per una missiva? La critica ha proposto uno scenario in cui Michelangelo, per scrivere il breve messaggio all'Urbano, abbia impiegato uno dei quei pezzi di carta su cui soleva esercitare la mano inventando fantasie di immagini.
I tre disegni tramutano il foglio della Bertoliana da un pur importante frammento autografo epistolare, a inestimabile testimonianza dell'arte di Michelangelo.
Il documento giunse in Bertoliana nel 1866 attraverso il dono di Antonio Porto che destinava alla civica biblioteca di Vicenza i manoscritti, gli autografi e gli epistolari appartenuti ai conti Alessandro e Leonardo Trissino.
Ad analizzarlo scientificamente per la prima volta ed a portarlo alla ribalta internazionale fu Lionello Puppi nel 1967. Nel 1979 l'autografo trovò definitivo riconoscimento venendo collocato nel corpus del carteggio dell'artista nella monumentale opera curata da Paola Barocchi e Renzo Ristori.
Nel 2002 il foglio venne meticolosamente restaurato dall'Istituto di Patologia del libro di Roma con il contributo del Rotary Club Vicenza. La carta si presentava, infatti, imbrunita e indebolita lungo le numerose pieghe; inoltre una estesa lacerazione interessava tre quarti della lunghezza.
Già nel 2003, però, il foglio poté tornare alla pubblica attenzione, pulito e consolidato, in una importante iniziativa espositiva allestita nella sede della Banca Popolare di Vicenza in contra' Porti.


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