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Doc delle Venezie in ritardo, vendemmia a rischio nelle province venete

Di Redazione VicenzaPiù Sabato 14 Maggio 2016 alle 20:02 | 0 commenti

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Confagricoltura Veneto
Difficoltà impreviste, lungaggini burocratiche e complessità del progetto mettono a rischio la neonata Doc “Pinot grigio delle Venezie”, che raggrupperà i produttori di Pinot di Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Rischia di saltare, in particolare, la prima campagna vendemmiale di quest’anno, in quanto la tempistica non è sufficiente per completare l’iter istruttorio della domanda di riconoscimento della doc entro il primo agosto, data di inizio della vendemmia.

Per questo Lorenzo Nicoli, presidente di Confagricoltura Veneto, ha scritto una lettera al ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina chiedendo una proroga del termine, senza la quale “il progetto per cui si è tanto lavorato potrebbe naufragare definitivamente, alimentando la speculazione sui prezzi già in atto e danneggiando gravemente la viticoltura nazionale”.

La Doc, spiega infatti Nicoli nella lettera, inviata per conoscenza agli assessori all’Agricoltura del Veneto Giuseppe Pan, del trentino Michele Dallapiccola e del Friuli Venezia Giulia Christiano Shaurli, è importantissima “per tutelare e promuovere nelle tre regioni, tra le più importanti della vitivinicoltura nazionale, lo sviluppo di questo vitigno, da cui si ottiene un vino la cui domanda è in costante crescita su mercato internazionale”. Con questo marchio unico i produttori delle tre regioni puntano ad aggredire in primis i mercati americano, russo e cinese, con un potenziale produttivo che viene calcolato in 250 milioni di bottiglie, di cui 80 milioni prodotte nel solo Veneto.

L’area vocata a Pinot nel Nordest vanta una superficie di 20 mila ettari, di cui 10 mila in Veneto, oltre 6000 in Friuli e il resto in Trentino. A fare la parte da leone in regione, secondo i dati di Avepa, è la provincia di Treviso con 3.988 ettari, seguita da Verona con 2.881, da Venezia con 1.765, da Vicenza con 1033 e da Padova con 433. Seguono, con porzioni ridottissime, Rovigo con 10 ettari e Belluno con un solo ettaro.

Spiega Nicoli: “Confagricoltura si è spesa molto per questa nuova Doc, che potrà valorizzare il Pinot Grigio, seguendo l’ottimo risultato ottenuto con il prosecco che ha allargato la sua area di coltivazione anche al Friuli. Per imporsi sui mercati internazionali bisogna avere una massa critica adeguata e la doc interregionale delle Venezie, con un brand fortemente evocativo e prestigioso, sarebbe la risposta più adatta. Se perdiamo un anno, il reddito agricolo rischia di subire un danno fortissimo e la quotazione del Pinot rischia di colare a picco, con gravi conseguenze per i prezzi di mercato. Perciò chiediamo al ministro una proroga, sapendo che si sono precedenti in questo senso”.

L’iter per la nuova Doc è partito formalmente a Portogruaro il 20 febbraio scorso, con la costituzione dell’Associazione temporanea di scopo (Ats) denominata “Produttori vitivinicoli trentini, veneti e friulani” che, in rappresentanza di quasi la totalità dei produttori, dei vinificatori e degli imbottigliatori delle tre regioni, ha presentato domanda al ministero per il riconoscimento della nuova Doc. Un traguardo importante, dopo due anni di trattative e resistenze soprattutto in Trentino, che ha già un suo Pinot grigio doc e teme uno svilimento del proprio marchio. L’obiettivo dell’Ats, come ha spiegato nell’occasione l’assessore regionale Giuseppe Pan, è quello di ottenere prima dell’inizio della prossima vendemmia il riconoscimento ministeriale della Doc, in modo che le prime bottiglie di Pinot grigio delle Venezie, con la fascetta di Stato, siano in vendita per il Natale 2016.

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