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Caritas Vicentina aiuta 27.615 persone, ma disagio si cronicizza. E da ieri ci sono nuovi poveri tra i soci BPVi veneti. Zaia e Variati esigano danni per i titoli "pubblici"

Di Pietro Cotròn Domenica 6 Marzo 2016 alle 11:50 | 0 commenti

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Viviamo un periodo di crisi generale (pratica, un effetto, e morale, la causa), che vede solo fiochi segnali di attenuazione, esplodono con più evidenza e drammaticità le differenze tra ricchi e poveri, il cui numero e le cui difficoltà aumentano a vantaggio dei primi, e costringono le "persone" singole e indifese ad accettare situazioni di sfruttamento e speculazione, di cui localmente è esempio clamoroso la vicenda della Banca Popolare di Vicenza, che ha sottratto al territorio ben sei miliardi di euro, altrimenti disponibili per i piccoli risparmiatori e le piccole imprese. Mentre a Gambellara si "praticava" legalmente l'eutanasia dei soci impoveriti da Zonin & c., sabato 5 marzo a Vicenza si svolgeva un'altra assemblea, di tipo ben diverso.

Era quella annuale dei volontari dei CdAA parrocchiali, interparrocchiali, delle Conferenze di San Vincenzo, così come dei volontari dei 14 punti di ascolto del Servizio Territoriale Relazione di Accompagnamento nella Difficoltà Economica (Strade), i volontari di centri di ascolto di altre associazioni, i gruppi caritativi delle parrocchie, chi opera in favore delle famiglie e dei minori in difficoltà e nel sostegno scolastico

Nella nota relativa la Caritas vicentina racconta come le comunità cristiane locali promuovano la dignità facendo rete e aiutando famiglie e persone in situazione di bisogno: in sintesi, dice la Caritas, solo nel nel 2015 dai centri di ascolto è arrivato "aiuto a 27.615 persone e 7.978 famiglie, ma il disagio si cronicizza".

Ci piace, quindi, anche se con profonda amarezza, sottolineare le differenze tra le due assemblee, una, quella della Caritas a Vicenza, in cui si riferisce dell'aiuto dato a 27.615 "persone", questo termine usa la nota, l'altra, quella di Gambellara della nuova, speriamo, Banca Popolare di Vicenza Spa, in cui sono state chiamate a pagare, diventando più povere a favore di nuovi interessi della grande finanza, 117.000 persone, termine mai letto nella nota ma, soprattutto, nella storia dell'era Zonin, Sorato, Breganze, Zigliotto, Marzotto & c. dell'Istituto di beneficenza per molti tra i "pochi" già ricchi a discapito della moltitudine dei soci da ieri ufficialmente poveri.

Questi nuovi poveri, di cui circa metà del Vicentino e del Veneto, sono "persone" e ripetiamo questo termine perchè ieri ci è parso sconosciuto da gran parte di un Cda della Banca che il 5 marzo era presente all'assemblea solo con 5 suoi componenti che ci hanno messo almeno la faccia.

Ci piacerebbe ora, anche se con la stessa amarezza di prima, che si sollevassero forti e all'unisono le voci dei nostri rappresentanti politici a urlare il loro sdegno contro questo delitto, di massa, l'impoverimento da speculazioni e truffe finanziarie, così come non esitano a fare, giustamente, contro i delitti, singoli, di immigrati e elemosinanti che infrangano le leggi.

C'è già molto da riflettere.

Ma ce ne sarà molto di più se Zaia e Variati, ieri responsabilmente, presenti all'assemblea proprio in rappresentanza degli interessi pubblici, non urleranno, come fanno con i poveri deboli, la loro rabbia facendole seguire fatti, insieme con i loro assessori e rappresentanti negli enti pubblici o partecipati, contro i ricchi forti che hanno infranto, intanto, la legge morale e sociale prima ancora che si esprima su quella giuridica la magistratura, troppo comodo scudo per lolti con i suoi tempi e i suoi tre gradi di giudizio...

Il primo passo, facile e doveroso, delle Istituzioni?

Un'azione per danni ulteriori ai vicentini e ai veneti contro i responsabili del crollo del valore dei titoli della Banca Popolare di Vicenza presenti nel portafoglio degli enti pubblici o agli stessi riconducibili!

Mancano i soldi? Apriamo una sottoisrizione pubblica!

Ieri a Gambellara c'erano molti anziani che piangevano, per sè e per i loro figli e nipoti.

 

La nota della Caritas Vicentina (clicca e guarda i documenti su resoconto annuale, affitti sociali, profilo persone strade, e sintesi dati 2008-15)

Nel 2015 le comunità cristiane vicentine hanno aiutato 27.615 persone e 7.978 famiglie in diocesi con 503 mila euro di aiuti in denaro, quasi 375 tonnellate di alimenti, 77 mila litri di latte, più di 24 mila litri di olio, 12,5 tonnellate di alimenti per bambini, più di 66 mila capi di abbigliamento per adulti e più di 55 mila per bambini. Numeri per difetto, in quanto a rispondere al censimento promosso dalla Caritas Diocesana sono stati l'80% dei 149 fra Centri di Ascolto e Accompagnamento (CdAA) Caritas, Centri in rete con la stessa (come Centri di Aiuto alla Vita, Onlus e centri di promozione umana cattolici) e Conferenze di San Vincenzo.

I numeri sono stati resi noti sabato 5 marzo a Vicenza, presente il Vicario Generale della diocesi don Lorenzo Zaupa, nel corso dell'assemblea annuale dei volontari dei CdAA parrocchiali, interparrocchiali, delle Conferenze di San Vincenzo, così come i volontari dei 14 punti di ascolto del Servizio Territoriale Relazione di Accompagnamento nella Difficoltà Economica (Strade), i volontari di centri di ascolto di altre associazioni, i gruppi caritativi delle parrocchie, chi opera in favore delle famiglie e dei minori in difficoltà e nel sostegno scolastico. Erano invitate anche le famiglie (donatrici e riceventi) che hanno aderito alla proposta dei Sostegni di Vicinanza.

Una prossimità "feriale"
"L'assemblea - spiega il direttore della Caritas Vicentina don Giovanni Sandonà - vuol essere il tentativo di delineare un profilo della prossimità feriale nel territorio della diocesi, di visualizzare in un'istantanea quelle attività che normalmente avvengono nelle parrocchie e non fanno notizia, ma sono una prossimità concreta e silenziosa resa possibile da tanti volontari".
Una realtà che, guardando i numeri degli ultimi 8 anni (gli anni della crisi economica), ha significato erogare 2.965 mila euro a 114.266 persone e 33.588 famiglie, 1.960 tonnellate di cibo donato, 447.352 litri di latte, 151.420 litri di olio, 64.580 chili di alimenti per l'infanzia, 423.592 indumenti per adulti, 351.548 indumenti per bambini. "Il tutto reso possibile - aggiunge don Sandonà - grazie alla sensibilità di tantissimi vicentini a cui va, insieme a quello ai volontari, il nostro grazie".

L'importanza della rete
Sono 149 i CdAA Caritas (o alla Caritas collegati) e le Conferenze di San Vincenzo presenti in una diocesi che conta 355 parrocchie e che copre un territorio composto da 110 Comuni. Una rete che negli anni è diventata sempre più presente a fianco di chi è in difficoltà, rilevante non solo quantitativamente ma anche da un punto di vista qualitativo, che mette al centro la persona e la sua dignità, nel tentativo di essere sempre meno assistenziale e sempre più un accompagnamento promozionale. "E' il tentativo di lavorare sempre più in rete con i servizi delle istituzioni: con i servizi sociali dei Comuni, con le scuole, con i consultori, i SerT e i servizi di tutela dei minori delle Ulss, ormai tutti interlocutori abituali per i volontari dei Centri di Ascolto" aggiunge il direttore della Caritas Vicentina.

Un disagio che si cronicizza
L'assemblea dei centri di ascolto è stata l'occasione anche per fotografare il bisogno delle famiglie e le risposte date dai volontari dei 14 sportelli del Servizio Territoriale Relazione di Accompagnamento nella Difficoltà Economica (Strade) assieme ai CdAA.
La crisi infatti sembra non dare tregua alle fasce più deboli della popolazione: il 40% delle persone che si sono rivolte a questo servizio nel 2015 erano già state in precedenza, segno di cronicizzazione del bisogno; molto gli italiani a chiedere aiuto (il 43% contro il 57% di lavoratori migranti nostri concittadini). Più nel dettaglio, risulta che i primi (gli italiani) presentino maggiormente situazioni di fragilità complesse, contrassegnate spesso non solo dalla difficoltà economica ma anche da solitudine, difficoltà nelle relazioni familiari, problemi di salute o legati all'età. Le difficoltà legate alla mancanza di lavoro caratterizzano l'85% delle richieste di italiani, contro il 36% delle richieste delle persone migranti, dove invece (21% contro il 12% degli italiani) sembra essere più forte il disagio di tipo abitativo.

Sostegni di Vicinanza e Affitti Sociali Sicuri
Rispetto a queste problematiche complesse, due gli strumenti principali che la Caritas Vicentina ha oggi in campo: i Sostegni di Vicinanza (che il Vescovo ha voluto come uno dei tre segni giubilari) e gli Affitti Sociali Sicuri, azioni non assistenzialistiche che ancora una volta richiamano a un impegno di rete.
Con i Sostegni di Vicinanza (un gesto concreto che consiste nel destinare una somma mensile all'aiuto a chi non riesce a far fronte alle normali esigenze economiche) dal dicembre 2009 al dicembre 2015 sono stati raccolti 1.423.317 euro da 962 donatori, consentendo finora l'aiuto a 1.426 famiglie (352 nel solo 2015) con 806.166 euro.
Il progetto degli Affitti Sociali Sicuri (l'accordo fra Prefettura di Vicenza, Comuni e Caritas Vicentina con la collaborazione di Cgil Cisl Uil di Vicenza per prevenire e, se possibile, sanare situazioni di difficoltà nel sostenere i costi dell'affitto che potrebbero aggravarsi e sfociare in procedure di sfratto), avviato nel 2014 ha visto partire 57 accordi (43 nel 2015 e già 4 nel 2016) per un impegno totale di 64.800 . L'intervento, a sostegno di inquilini e proprietari, prevede il dimezzamento o almeno una riduzione significativa del canone di locazione e l'erogazione di un contributo di 6 mesi rinnovabili per ulteriori 6 mesi fino ad un massimo di 250 euro mensili, il 60% a carico del Comune competente e il 40% a carico della Caritas Vicentina. Finora vi hanno aderito 26 Comuni.

L'accoglienza dei richiedenti asilo e i percorsi di integrazione per le famiglie rom e sinte
All'interno di questo contesto di prossimità quotidiana sul territorio, prende forma piano piano anche l'accoglienza nelle comunità cristiana di piccoli gruppi di persone richiedenti protezione internazionale: altre sette realtà si sono aggiunte recentemente al gruppo di vicariati e parrocchie che hanno già avviato forme di accoglienza. "Possiamo trovare mille motivi per dire che il sistema dell'accoglienza non essere perfetto, ma a livello di segno e di presenza non possiamo come cristiani chiamarci fuori" sottolinea il Direttore della Caritas Vicentina.
Con lo stesso spirito, si sta consolidando in diocesi il percorso di prossimità con le famiglie rom e sinte. "Quando si pone il Vangelo al centro - sottolinea don Sandonà - non è possibile non vedere queste situazioni di marginalità estrema". Dal 2003 Caritas ha avviato un percorso che oggi vede 93 famiglie rom o sinte coinvolte in modo diverso in percorsi di integrazione (circa 500 persone, presenti in 42 parrocchie e 28 Comuni). Con 56 di questi nuclei sono stati avviati percorsi individualizzati e consolidati, a volte insieme ai Comuni, a volte solo con le parrocchie coinvolte (14 quelle attive in questo senso in modo strutturato, mentre complessivamente sono 21 le parrocchie con cui si sta lavorando in rete anche laddove non vi sono percorsi strutturati). La nota dolente è che solo 8 dei 28 Comuni dove questi nuclei sono presenti, è stato possibile instaurare forme di collaborazione sull'integrazione scolastica, lavorativa, abitativa, sanitaria e di rispetto della legalità.


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