Quotidiano | Categorie: Politica

Berti: tre ricette del M5S per le banche venete

Di Edoardo Pepe Martedi 19 Gennaio 2016 alle 22:24 | 0 commenti

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Jacopo Berti, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale Veneto, interviene durante la seduta straordinaria ed evidenzia il pericolo di un conflitto di interessi nelle proposte della giunta: “Una commissione sulle banche fatta dai partiti è una commissione fatta sul conflitto di interessi, è la storia recente a dircelo. Anche lo stesso fondo di Veneto Sviluppo è in conflitto di interesse poiché le banche coinvolte nello scandalo sono azioniste di Veneto Sviluppo.”

Berti introduce poi le tre proposte del M5S: “Quello che ho sentito oggi è stato già detto in passato, ma mai stato fatto. Nel 2012 questa Regione aveva già istituito un coordinamento sul credito con funzioni simili a quelle di cui parliamo oggi. Cosa ne è oggi? Lettera morta. Rivediamo lo stesso film".
Ecco le nostre tre proposte M5S:  
1 Creazione organismo di tutela del risparmiatore.
Volto a rendere più chiare, trasparenti e pulite le regolamentazioni degli istituti, a tutela dei correntisti.
Ad oggi solo azionisti e banche sono tutelati, ma non esiste uno strumento alla tutela del piccolo risparmiatore. Cosa invece prevista negli Usa esiste (Consumer financial protection bureau), per restituire ai risparmiatori un maggior controllo.
2 Creazione di un fondo di tutela legale per le persone truffate.
E’ stato fatto un fondo di tutela legale delle persone derubate in casa. Qui siamo di fronte ad un altro caso in cui si è rubato ai veneti, senza armi, ma con una penna con cui si è fatto firmare un documento attraverso il quale si è tolto tutto, i risparmi di una vita, a cittadini volutamente male informati. Dobbiamo tutelare gli azionisti truffati per perseguire i dirigenti colpevoli di queste banche
3 Introduzione di una clausola di salvaguardia territoriale.
Siamo contrari alla trasformazione in Spa di queste banche. Nel momento di massima debolezza non si dovrebbe esporre questi istituti agli azionisti, è il contrario di ciò che farebbe un buon manager. Oggi può arrivare un investitore estero e comprarsi la banca a prezzo stracciato, portando tutti i ricavi presenti e futuri nel proprio Paese. Serve una pressione politica affinché negli statuti delle banche venga inserita una clausola che obblighi gli azionisti esteri a reinvestire sul territorio stesso della banca, in Veneto dunque, la parte di raccolta che viene effettuata. Questo significa veramente tutelare il territorio.

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